IL DOTT. CICERO E L’ARANCINU: QUANDO IL GIORNALISMO DIVENTA MEMORIA COLLETTIVA

Parlare del Dott. Cicero significa inevitabilmente parlare di una stagione importante del giornalismo siciliano, il suo nome è sempre stato associato alle pagine de La Sicilia, giornale nel quale ha svolto il proprio lavoro con serietà, dedizione e soprattutto competenza. Tutte qualità che gli hanno fatto guadagnare stima ben oltre l’ambiente giornalistico. Cicero è stato uno di quei giornalisti che preferivano i fatti alle parole e che consideravano l’informazione un servizio, prima ancora che una professione.

Per noi della Confraternita dell’Arancinu, il Dott. Cicero è stato uno dei protagonisti di un percorso culturale che ha trovato nell’Arancinu non un semplice prodotto gastronomico, ma un simbolo identitario capace di raccontare secoli di storia, tradizioni e contaminazioni.

Infatti, fin dalle prime fasi della nascita della Confraternita, il suo contributo è stato prezioso. Con la sensibilità del giornalista che lo caratterizzava e la profondità dello studioso, ha subito compreso il valore di un progetto che mirava a superare sterili contrapposizioni linguistiche per restituire centralità a ciò che davvero contava: la comune appartenenza alla cultura siciliana. 

È stato proprio il Dott. Cicero a descrivere la Confraternita come un ideale ponte tra le diverse anime della Sicilia, uno spazio di incontro capace di unire territori, tradizioni e sensibilità differenti sotto il segno dell’Arancinu. Un meraviglioso messaggio di dialogo e condivisione che oggi costituisce uno dei principi fondanti della nostra associazione.

Accanto a questo impegno, il Dott. Cicero ha svolto un ruolo fondamentale come editor dell’opera “Il Sole da Mangiare, da principe delle tavole dei nobili a re dello street food”, contribuendo alla valorizzazione di una ricerca che ripercorre le origini del riso in Sicilia e l’evoluzione dell’Arancinu attraverso i secoli.

La sua presenza, ha rappresentato per tutti noi, una guida preziosa nel trasformare un progetto editoriale in uno strumento di divulgazione storica e culturale accessibile a tutti. Grazie alla sua visione, il racconto dell’Arancinu è diventato anche il racconto della Sicilia: una terra complessa, generosa, capace di fare della diversità una ricchezza.

Oggi, nel ricordare il Dott. Cicero, la Confraternita dell’Arancinu rende omaggio non soltanto a un grande professionista dell’informazione, ma soprattutto a un uomo di rara sensibilità e straordinaria bontà d’animo. Una persona che ha creduto sinceramente nel valore della cultura, nella forza della memoria e nell’importanza di custodire le radici che ci definiscono come comunità. Fin dal primo momento ha saputo cogliere il significato più profondo del nostro progetto, comprendendo che dietro la volontà di tutelare e valorizzare il patrimonio gastronomico siciliano vi era qualcosa che andava ben oltre il cibo. Nell’Arancinu vedeva un simbolo di identità, un linguaggio comune capace di unire storie, territori e generazioni diverse. Un piccolo grande emblema di appartenenza, dialogo e condivisione, capace di costruire ponti laddove troppo spesso si alzano confini.

queste parole risuonano come un testamento morale. Attorno a una tavola non esistono confini, ma persone; non esistono rivalità, ma storie che si intrecciano. La pace nasce spesso così: da un gesto semplice, da un dialogo sincero, da un sapore che diventa memoria condivisa. Se la Confraternita dell’Arancinu continuerà a camminare nel solco che egli ha indicato, allora il suo insegnamento resterà vivo. Perché ogni volta che un Arancinu sarà occasione di incontro, amicizia e fraternità, una parte del suo pensiero continuerà a vivere tra noi.

Alla memoria del Dott. Cicero, socio fondatore della Confraternita, custode della cultura siciliana e interprete autentico dell’anima dell’Arancinu.

Please follow and like us:
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *